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Articoli per lo studio biblico
Bibbia e Archeologia


 

IL NOME DI DIO

 

Gesù disse in preghiera a su Padre: «Ho fatto conoscere il tu nome e lo farò conoscere». (Giovanni 17:26)

Quando il Creatore parlò a Mosé per mezzo di un angelo, si dette lui stesso un nome, che è stato sostituito sistematicamente per la parola «Dios» o per «Signore».

 

Negli antichi manoscritti, il nome di Dio si legge da destra a sinistra e si scrive con quattro consonanti ebree: יהוה (YHUH), quattro lettere che si conoscono come Tetragramma. Basandoci nella pronuncia che si conserva in molti nomi teofori ebrei che contengono il tetragramma, come Yahushua, che significa «Yahúh salva», o Yahúkin, che significa «Yahúh fortifica», lo trascriviamo come Yahúh il nome che Dio si dette davanti a Moisé, una pronuncia che coincide con quella dei nomi teofori delle liste degli ebrei deportati nella antichità, e che leggiamo in alcune tavolette cuneiformi assirio babilonesi, in alfabeto sillabico che ci fa conoscere la giusta pronuncia.

 

Quando nel secondo secolo, Clemente Alessandrino trascrisse al alfabeto greco il nome di Dio che si trova nelle Scritture, lo scrisse «Ιαου» (IAOU) (Stromata V, 6, 34), che si legge Yahúh, dato che il dittongo greco «OU» si leggge «U», come in francese.

Questa pronuncia è proposta anche per illustri storici come ad esempio l’abate Giuseppe Ricciotti, archeologo italiano studioso delle Scritture. (Storia di Israele; Luis Miracle Editore; ed.1947)